Nizzi promulga le ordinanze Nizzistissime: messa al bando opposizione e stampa libera

OLBIA. Sono state promulgate questa mattina dal consiglio comunale di Olbia quelle che la stampa ha già ribattezzato “ordinanze Nizzistissime ”: una serie di ordinanze approvate all’indomani della vicenda che ha visto escludere il quotidiano online Olbia.it dalle testate accreditate dal comune, con la rimozione dalla mailing list istituzionale.

In apertura della seduta consiliare, il Primo Cittadino ha esordito dicendo che “Potevo fare di questa sala comunale sorda e grigia un bivacco di beduini del Qatar…”, portando subito l’attenzione sull’oltraggioso sondaggio lanciato dalla testata Olbia.it che osava chiedere ai cittadini se fossero d’accordo con l’idea di intitolare alla madre dell’emiro del paese arabo la nuova scuola Maria Rocca, realizzata dopo la tragica alluvione del 2013. È per questo e per altri motivi che il sindaco ha sottoposto e fatto approvare alla maggioranza una serie di ordinanze con cui, riassumendo, viene messa al bando prima di tutto l’opposizione in consiglio comunale: è quantomeno ridicolo, infatti, che ci possano essere persone che non siano d’accordo con il primo cittadino. In secondo luogo verrà istituito l’Assessorato per la stampa e la propaganda che si occuperà di controllare che le testate cittadine la smettano di far notare in continuazione che esiste qualcuno che la pensi diversamente dal sindaco.

Tra le altre cose, verrà istituita la COZZA (Corpo Operativo Zittimento Zonale degli Antinizzisti): un corpo di polizia segreto che si occuperà di contrastare sul nascere qualsiasi forma di anti-nizzismo.

Infine, è stato approvato il progetto per la ristrutturazione della casa comunale su modello di un famoso palazzo romano, recante il nome di una nota repubblica marinara veneta, in modo che il primo cittadino possa fare proclami alla popolazione direttamente dal terrazzo dell’edificio e, eventualmente, dichiarare guerra ai sempre più belligeranti vicini del Sultanato Indipendente di Chirialza, per rendere finalmente Olbia un Impero.

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