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Raccogliere asparagi classificato sport estremo dopo decreto su legittima difesa

ROMA. Ore concitate nella sede del CONI a Roma: si è appena conclusa, infatti, una delle riunioni più attese e temute dai membri del Comitato Olimpico Italiano. L’argomento, di cui poco si è letto sulla stampa “ufficiale”, era temutissimo dalla commissione essendo un tema spinoso già prima dei recenti sviluppi normativi.

Stiamo parlando della raccolta di asparagi selvatici: uno sport praticato a livello agonistico da molti sardi, riconosciuto sport olimpico dopo una lunga battaglia legale del “Comitadu Sardu Pro sa ‘Essida Libera a Isparau Areste” guidato dal noto Barore Raglia. Questo sport, da sempre considerato al limite tra sport tradizionale e sport estremo, implica non pochi rischi per chi lo pratica: in caso di raccolta avventata presso terreni dai burberi proprietari, i praticanti possono infatti incorrere in “sanzioni” che vanno da una passada ‘e fuste a costas fino a più rischiose fucilate a sale o a peldijone (pallini ndr) nei casi più estremi.

Le pressioni, il carisma e l’eloquenza di Antoni Mazzetta sul Comitato Olimpico ne avevano però ottenuto la classificazione come sport non estremo, consentendo la pratica anche in mancanza di certificato agonistico e assicurazione sulla vita e riducendo notevolmente le spese sostenute dagli atleti. Il nuovo decreto sulla legittima difesa, però, ha mischiato le carte in tavola e questa mattina si è tenuta una riunione straordinaria per dibattere sulla classificazione dello sport.

Nonostante le pressioni della delegazione sarda, nonostante l’intraprendenza del Mazzetta e del membro aggiuntivo Pedru Incozzo (che nacchi conosceva gente nella commissione e ci avrebbe pensato lui), lo sport è stato classificato come sport estremo, essendo aumentata esponenzialmente la probabilità di ricevere piombo se scoperti a praticare la nobile arte in terreni anzenos.

Da oggi, chi si reca a raccogliere asparagi per le campagne dovrà quindi essere munito di regolare certificato medico agonistico e assicurazione sulla vita per coprire gli eventuali incidenti che possono incorrere. I trasgressori, se scoperti dalla forestale, saranno passibili di multe dai 250 fino a 2.500 euro e una podda che la metà basta.

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