Gli scappa una parola in italiano al convegno: indipendentista linciato

REPUBLICA DE MALU ENTU. È finita in rissa la riunione degli indipendentisti sardi svoltasi in gran segreto nella Repubblica Indipendente di Malu Frittu qualche settimana fa sotto l’attenta supervisione del leader maximo Doddore Sindria.

Tutto si stava svolgendo secondo i programmi: i relatori parlavano dal palco ad una attenta platea di 15 persone (di cui 10 erano relatori che avrebbero dovuto intervenire). Il convegno procedeva dunque a gonfie vele fra bandiere indipendentiste e slogan da stadio quando avrebbe preso la parola Bustianu Appoccioccioroddhadu: durante un infuocato discorso rigorosamente in lingua sarda, l’uomo si sarebbe lasciato sfuggire la parola “d’altrocanto”. Attimi di terrore e smarrimento tra il pubblico: mentre qualcuno cominciava a dire “a mie d’altrocanto no mi l’a mai nadu niunu!”, qualcuno avrebbe fatto notare che -orrore!- era una parola italiana!

Immediato lo scatenarsi di un incredibile parapiglia generale conclusosi con la condanna a morte per impiccagione del vile traditore della causa. Dopo aver decretato il terribile verdetto battendo una lattina di Ichnusa sgasata sul tavolo secondo l’antico rito nuragico (e dopo un rutto che ha scoperchiato il tetto del tribunale), il giudice avrebbe voluto fare un ultimo dispetto al condannato: “E como seberadi s’alvure pro t’appiccare…asi imparasa!” (“e ora scegli l’albero a cui sarai impiccato… così impari!” ndr.). Inutile dirvi che l’imputato non ha ancora scelto l’albero giusto!

Un pensiero riguardo “Gli scappa una parola in italiano al convegno: indipendentista linciato

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    2 Giugno 2015 in 15:49
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    Maledetti razzisti. Se solo tornassero i Savoia a mettere le cose a posto.

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