L’Agnata, arriva la scala che misura la musica di De André: andrà da 1 a Matteo Salvini
Dopo i fatti dell’Agnata e il polverone sull’ortodossia faberiana, che a oggi ha la presunzione e l’arroganza di avere pretese sui morti: “De André avrebbe voluto questo… e avrebbe fatto così… e avrebbe mandato via tizio…..” e baffanculu! Ciò che conta è che però da tale maretta ne sarebbe stato bogato un nuovo strumento scientifico capace di misurare il tasso di purezza ideologica di chi ascolta De André. L’unità di misura è di una semplicità disarmante e andrà da 1, ovvero il livello “Faber puro” riservato a pochi eletti, fino al grado zero assoluto rappresentato da Matteo Salvini! Attenzione però! il livello Matteo Salvini contiene in realtà al suo interno il livello Elly Schlein e di tutti i pagliacci del PD che credono, o fanno finta, di rappresentare ancora qualche ideale.
Ma la vera riflessione che ci poniamo dai microfoni della nostra emittente ormai in baby pensione (come una volta ndr) riguarda la ragazza che si è alzata a favore di like per gridare alla rivoluzione tra le querce del festival. Una scena marcatamente pasoliniana, ma nel senso più amaro del termine: la classica figura di finta ribelle ormai completamente omologata al sistema che crede di combattere. Siamo di fronte alla solita recita a beneficio di fotocamera, dove l’indignazione dura giusto il tempo di un video da caricare sui social per racimolare un pugno di like e qualche follower, per poi tornare cinque minuti dopo alla solita vita comoda, borghese e priva di qualsiasi reale coerenza con i testi di Faber. Un vero e proprio fascismo di sinistra mascherato da impegno civile, che pretende di fare l’esame di purezza agli altri mentre si gode lo spettacolo in prima fila. D’altronde, la dimostrazione di questa ipocrisia sta proprio nel fatto che con un qualsiasi altro politico non sarebbe successo assolutamente nulla: nessuna contestazione, nessun video virale e tutti pronti a fragassarsi le mani dagli applausi, nonostante quel mondo rappresentato dal pensiero di De André — che cantava degli ultimi, dei vinti e degli emarginati dal potere — oggi sia molto più lontano di allora.
La Scala De André debutterà così tra la i monti del Limbara dove all’ingresso i guardiani del pensiero unico decideranno chi ha il diritto di ascoltare una canzone e chi no. E alle finte rivoluzionarie da tastiera verrà consegnato direttamente un bastone per il selfie, così da poter girare il prossimo video di indignazione ai concerti, ai pride, sui social, per poi lasciare le piazze vuote quando serve realmente!